Protezione dei dati e futuro della pubblicità nell’EU

Protezione dei dati e futuro della pubblicità nell’EU

Con i continui aggiornamenti e norme giuridiche in favore della protezione dei dati in molti si chiedono da un pò di tempo se tutto ciò andrà a pregiudicare il nostro sistema pubblicitario online.

Il tracciamento degli utenti online, il targeting dei contenuti, l’Unione Europea stà mettendo in atto molte nuove normative sempre più severe per tutelare la privacy online, regolamentazioni in continuo aggiornamento regolato dal (GDPR, General Data Protection Regulation- Regolamento UE 2016/679). Questo documento redatto dal Vicepresidente Andus Ansip nel gennaio 2016 e mirato a individuare le direttive per aggiornare la legislazione in materia di comunicazioni elettroniche.

L’obiettivo della Commissione è quello di determinare nuovi standard e aggiornare di continuo i vecchi, tutto ciò in favore della tutela della privacy e della protezione dei dati degli utenti, regolamentando l’uso di tutte le comunicazioni elettroniche a partire dai Fax , telefono , social media , fino ad arrivare alla navigazione Web e Mobile con il relativo utilizzo dei cookie.

A partire da Maggio 2018 il GDPR entrerà ufficialmente in vigore, e come letto in un aricolo della Commissione si evidenzia come il diritto alla privacy e la trasparenza da parte delle aziende diventerà la massima priorità, e con questi due pilastri fondamentali tutte le aziende operanti dovranno inesorabilmente farci i conti.

Anche la nascita di nuovi diritti sono previsti nella normativa, ma pur sempre legati al trattamento dei dati sensibili. Trà le novità più importanti troviamo: il diritto di accedere per correggere i dati personali detenuti da terzi, il diritto di richiedere la cancellazione dei propri dati, fino ad arrivare al diritto di opporsi a pratiche “invasive” , come la profilazione o il marketing diretto.

Proprio sulla profilazione non essendo esplicitamente vietata dal GDPR, viene sottoposta a degli standard estremamente severi. Il consenso da parte dell’utente dovrà essere esplicito, e non sarà più sufficente un vago riferimento alla privacy o termini di utilizzo (TOS). Il principio base della normativa prevede che tutti i browser richiedano agli utenti un consenso esplicito per il tracciamento.

Sono previste invece normative più semplificate per l’accettazione dei cookie , infatti non sarà più necessario cliccare sul banner per il consenso ogni volta che si accederà al sito , in modo da poter ottimizzare l’esperienza dell’utente durante la navigazione. Il processo per la manifestazione del consenso deve essere chiaro e gli utenti devono essere correttamente informati sulle modalità in cui i propri dati saranno trattati, né sarà possibile altra forma di utilizzo oltre a quella per cui è stato ottenuto il consenso originario.

Un altra “sfida” importante per la Commissione Europea è quella di apportare nuove regolamentazioni a tutti quei settori tecnologici dove purtroppo la e-privacy non ha tenuto il passo con gli attuali standard. In particolare l’attenzione della Commissione è rivolta verso tutti quei servizi tipo: messaggistica istantanea, posta web e internet voice che pur essendo consolidati da anni sono ancora molto lontani dai standard in vigore per altri servizi/settori fuori dalla UE.

L’imperativo è quello di garantire riservatezza sulle connessioni private, WhatsApp ad esempio già adotta metodo di crittografia per lo scambio di dati , ma molte altre applicazioni ancora non lo prevedono.  La multa prevista sarà di 20 Milioni o del 4% del fatturato per tutte le aziende che non rispettano le nuove regole custodendo o utilizzando i dati senza che sia stata data l’opportunità di consenso al trattamento degli stessi da parte dell’utente.

Questo principio ha scatenato un ampio dibattito tra le comunità di advertiser e publisher, perché il pericolo è che molti utenti decidano volontariamente di non essere tracciati. Un eventuale opt-out di massa pregiudicherebbe le metodologie di targeting e di localizzazione ed anche l’approccio data-driven, alla base del modello pubblicitario odierno.

In vista dell’ingresso del GDPR tutte le aziende , i venditori in primis, dovranno condurre esami approfonditi sul flusso del traffico e relativa implementazione della sicurezza e modalità di raccolta e gestione dati personali.

Come ben potete immaginare l’ingresso del GDPR ha già suscitato un infinità di polemiche e problematiche;
il timore di una buona parte delle aziende è quello che la nuova regolamentazione possa far perdere posti di lavoro utili per crearne altri totamente inutili soffocando la produttività.

Leggendo il report redatto dall’International Association of Privacy Professionals (IAPP), le aziende da tutte le parti del mondo saranno obbligate ad assumere oltre 75.000 responsabili con lo scopo di gestire ed adegurae le procedure aziendali in materia di trattamento dati osservando rigidamente gli standard imposti nella normativa. Tutto ciò comporterà un notevole incremento dei costi deviando risorse che potrebbero essere sfuttate dalle società in innovazione e creazione di posti di lavoro “utili”.

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